I miei punti forti
Qualche giorno fa ho fatto un test che ha lo scopo di scoprire quali sono i tuoi punti forti.
L’idea e’ piuttosto interessante: facendo domande specifiche (ma non necessariamente pertinenti cio’ che si vuole dedurre) si traccia un profilo psicologico della persona e se ne estraggono i suoi principali punti forti (e deboli, ma quello non mi fa parte del risultato
). Per quale motivo conoscere i propri punti forti? Secondo il libro (chiamato Strength Finder 2.0), e’ molto piu’ efficiente lavorare sui propri punti forti (e diventare uno specialista) piuttosto che cercare di colmare le proprie lacune.
Personalmente non sono molto d’accordo con questo approccio, anche se riconosco che e’ molto piu’ facile migliorarsi in qualcosa a cui si portati piuttosto che sforzarsi in un campo (abilita’) che non ci e’ naturali. L’esempio che il libro da’ riguarda gli sport: se una persona non e’ portata fisicamente per un certo tipo di sport, sebbene possa ottenere buoni risultati in quello sport, con lo stesso investimento in tempo potrebbe ottenerne degli ottimi in un altro per quale sia portato.
Il motivo per cui ho trovato molto interessante questo test e’ capire per quale motivo sono migliore nell’eseguire certi compiti piuttosto che altri. Infine queste informazioni possono essere utili quando si costruisce una squadra, in quanto alcune di queste “abilita’” si bilanciano a vicenda (ad esempio una di esse e’ l’”activator”, persona molto intrarprendente che pensa poco al problema prima di iniziare a lavorarci, mentre un’altra e’ “analytical”, persona meno intrarprendente che spende parecchio tempo a considerare i diversi aspetti di un problema prima di affrontarlo).
Tornando ai miei punti forti, eccoli qui:
- Learner
Ami imparare. Sarai sempre attratto dal processo di apprendimento. Sei elettrizato dallo stabile e continuo viaggio dall’ignoranza alla competenza. Ti permette di prosperare in ambienti di lavoro dinamici dove ti e’ richiesto di lavorare su un breve progetto dove ci si aspetta di imparare molto su un nuovo argomento per poi andare avanti. Il risultato dell’apprendimo e’ meno importate del “arrivarci” - Individualization
Il tuo tema di “individualization” ti porta ad essere attratto dalle qualita’ uniche di ogni persona. Sei impaziente con generalizazzioni di tipi perche’ non vuoi oscarare cosa e’ speciale e distinto in ogni persona. Invece, ti focalizzi sulle differenze tra le persone.Dato che sei un attento osservatore di altre persone e dei loro punti di forza, puoi ottenere il meglio da loro. Questo tema ti aiuta a costruire buone squadre. - Adaptability
Tu vivi il momento. Non vedi il futuro come una destinazione fissa. Invece, lo vedi come un posto che puoi creare dalle scelte che fai ora. Quindi scopri il tuo futuro una scelta alla volta. Cio’ non significa che non hai piani. Probabilmente li hai.Pero’ questo tema ti permette di respondere alle richieste del momento anche se si discostano dai tuoi piani. - Analytical
Il tuo tema “analytical” sfida altre persone: “provalo, mostrami perche’ pensi cio’ sia vero”. Di fronte a queste domande vedrai teorie fiorire o morire. Per te, questo e’ esattamente il punto. Non vuoi distruggere le idee di altre persone, ma vuoi che siano robuste. Ti vedi oggettivo e disimpassionato. Ti piacciono i dati perche’ sono obiettivi. Utilizzi questi dati per trovare connessioni e patterns. Rimuovi i vari strati finche’, alla fine, la causa principale e’ svelata. Gli altri ti vedono come logico e rigoroso. - Restorative
Ti piace risolvere problemi. Ti piace la sfida di analizzare i sintomi, identificare cosa e’ sbagliato e trovare la soluzione.
Personalmente mi vedo in questi punti. Per questo motivo ho poi letto la descrizione degli altri temi che non sono rientrati nella top 5, giusto per vedere se questo test era una sorta di oroscopo (dove tutti i temi sono simili ed e’ abbastanza generico da far rientrare tutti nella descrizione) o no. Ho scoperto che, sebbene alcuni dei temi che ritengo mi appartengano sono presenti (diciamo che non sono parte della mia top 5) ho anche visto parecchi temi che sicuramente non sono parte della mia personalita’. Considerando poi che effettivamente la mia top 5 mi descrive piuttosto bene, devo dire che sono rimasto positivamente impressionato dal test.
Se mi conosci lasciami un commento e fammi sapere cosa pensi, mi farebbe piacere.
Salute vendesi.
Visto i commenti che ho ricevuto sull’ultimo post, vorrei ritornare sull’argomento. Quello che e’ accaduto con il fisioterapista e’ solo un esempio di quello che si puo’ riconoscere come un elemento culturare degli USA.
Qualche settimana fa mi sono tagliato mentre mi stavo facendo la barba. Il taglio si stava infettando, quindi sono andato in farmacia a compare qualcosa per prendermi cura della ferita.
Ho visto una scatola di antibiotici leggeri che si poteva comprare senza ricetta. Sull’etichetta si leggeva: Every Cut, Every Time (Per ogni taglio, ogni volta). Per quale motivo qualcosa del genere mi ha infastidito cosi’ tanto? Quando ero bambino io ti tagli, abrasioni, etc etc, ne ho avuti tanti e poi come!! Quando mi facevo male, andavo a casa, disinfettante ed in casi estremi acqua ossigenata. Questo basta per la maggior parte dei casi.
Allora per quale motivo promuovere la cultura di utilizzare l’antibiotico in ogni circostanza? Per ogni taglio, ogni volta? Sappiamo che l’abuso di antibiotici e’ controproducente perche’ i batteri evolvono e diventano resistenti a quei farmaci. Chi trae vantaggio da una cultura del genere? Chi ne e’ succube nella propria ignoranza? Chi dovrebbe intervenire?
Altro esempio: era un anno e mezzo fa (wow) che andavo parecchio in questo ristorante italiano a Santa Cruz. Un giorno vedo che la cameriera aveva il tutore per il polso. Ok, nulla di particolare, anche io ho avuto qualcosa del genere in passato dopo che me lo ero fratturato (non scherzavo due paragrafi fa quando dicevo che da piccolo mi sono dato da fare per tenere i miei preoccupati
). Dopo qualche settimana, torno al ristorante; la cameriera ha ancora il tutore. A questo punto le chiedo cosa avesse al polso e lei mi rispose che non lo sapeva. Alla successiva, ovvia, domanda “ma l’hai fatto vedere da un dottore?” lei mi ha risposto “non ho l’assicurazione sanitaria”.
Altro esempio: quando ero uno studente a Santa Cruz, un giorno ho avuto una reazione allergica a qualcosa, probabilmente il detergente che avevo utilizzato per lavari i miei panni. Ora, lasciando perdere i particolari pietosi di uno sfogo che era esattamente la forma delle mie mutande e che mi era venuto mentre ero fuori per il weekend a Yosemite durante un campeggio, pensiamo a quello che successe nei giorni seguenti. Tornai a casa e andai al centro medico sul campus universitario, dove mi diedero una pomata. A quanto pare la cosa non stava funzionando perche’ la reazione allergica si stava espandendo. Tornato al centro medico, mi danno delle pasticche (parecchio potenti) per curarmi. Ha funzionato, ma la prima cosa che ho pensato subito dopo l’evento e’ quanto tempo aspetterebbe una persona prima di andare da un dottore senza avere assicurazione medica? In fondo, anche chi ce l’ha procrastina… immagina se in piu’ ci si mette il deterrente economico.