Alcatraz
Ieri sono andato ad alcatraz, per la prima volta da quando sono negli States.
La mancanza di grandi aspettative e la lista di attesa (bisogna prenotare con largo anticipo) sono state sufficienti a frenare la curiosita’ di visitare “The Rock” (come viene anche chiamata).
Ieri invece sono stato invitato da una mia amica ed ho colto l’opportunita’. Innanzitutto il tempismo con cui siamo riusciti a non perdere il traghetto e’ stato incredibile. Pareva una scena da film: partiamo in ritardo, andiamo sulla 280 perche’, sebbene piu’ lunga, piu’ scorrevole della 101 (leggi: dovevo recuperare il tempo perso). Arriviamo a San Francisco e, proprio quando pensavamo di essere arrivati comodi comodi per la partenza, scopriamo che il traghetto parte alle 18.50, ma l’imbarcamento finisce alle 18.40… 10 minuti importantissimi, considerando che ora sono le 18.30 e stiamo ancora cercando parchiggio. Finalmente vedo un parcheggio a pagamento; ci separiamo: lei va a prendere i biglietti, io mi occupo del parcheggio. Prima che lei comincia a correre verso il molo le ricordo: “Non partire senza di me!”.
Finito con il parcheggio comincio a correre verso il molo numero 33 da dove il traghetto sarebbe partito… in teoria non troppo lontano, considerando che ho parcheggiato al molo 27 ed i moli hanno solo numeri dispari (quindi solo 3 moli di distanza), ma non avevo considerato due cose:
- i moli sono molto lunghi
- esiste un molo numero 29.5 (?!?!)
Comunque alla fine arrivo a destinazione, biglietti pronti, proprio mentre durante l’imbarcamento. 5 minuti dopo si parte. Tempismo perfetto.
Ma la sorpresa piu’ grande della serata doveva ancora arrivare. Gia’ mentre ci avviciniamo all’isola le prime storie riguardanti la storia del penitenziario (ora parco nazionale) cominciano a suscitare curiosita’. Una volta sbarcati le mie aspettative sono gia’ state superate, e siamo solo all’inizio.
In totale abbiamo visitato alcatraz fino alle 21.25. Quello che abbiamo fatto e’ il night tour, decisamente molto suggestivo. La nebbia che tagliava i grattacieli di San Francisco, l’audio tour (che mi ha piacevolmente sorpreso) e le sessioni durante le quali si approfondivano certi argomenti (ad esempio prigionieri famosi, tentate evasioni, …) hanno contribuito a rendere la serata un’ottima esperienza.
Tornati a San Francisco avrei voluto spendere piu’ tempo sull’isola… magari la prossima volta! Sicuramente raccomando il tour ed ho aggiunto Alcatraz alla lista di cose da mostrare quando qualcuno viene a trovarmi.
Temevo di finire in una di quelle trappole da turista all’americana, ma mi sbagliavo e sono rimasto molto impressionato. The Rock rocks.