Lavorare o Studiare negli USA

Giugno 29, 2008 at 4:30 pm (Italiano, USA: immigrazione) (, , , , , )

Visto che piu’ di una persona mi ha chiesto cosa e’ necessario per lavorare o studiare negli Stati Uniti, ho deciso di scrivere qualcosa a proposito.

Innanzitutto voglio andare con un piccolo disclaimer: io non sono ne’ un avvocato ne’ un esperto sul tema. Quello che scrivo qui arriva dalla mia esperienza diretta e qualche altra informazione che ho raccolto in giro. Inoltre, leggi e regolazioni possono cambiare e queste informazioni potrebbero essere out-of-date. Se non capisci cosa “out-of-date” significa ti consiglierei di fare un corso di lingua ;-)

Italiani possono venire negli Stati Uniti come turisti (o per business, ma questo non significa per cercare lavoro) senza un visto, se soddisfano certi requisiti (passaporto biometrico, …). Questo programma e’ chiamato Visa Waiver Program. Il visto vale per 90 giorni ed ha alcune restrizioni minori, ma per il resto e’ piuttosto comodo. Questo visto non ti permette di studiare o lavorare negli USA, e’ inteso solamente per facilitare la vita ai turisti.

Per studiare o lavorare negli USA e’ invece fare domanda per un visto appropriato. Quelli di cui sono a conoscenza io sono (i link puntano ad un sito che da qualche informazione senza scendere troppo nel dettaglio legislativo):

  • F1: visto da studente
  • J1: visto da partecipante ad un programma di scambio
  • H1: visto da lavoratore

Per fare domanda per un visto del genere non si puo’ venire negli Stati Uniti e dire: “voglio cercare lavoro/universita’”. Questo e’ il modo piu’ facile per venire rispediti a casa.

Per quanto riguarda l’F1 e l’H1 e’ necessario che un’istituzione americana (universita’ nel primo caso, ditta nel secondo) faccia domanda di sponsorizzazione. In pratica l’istituzione chiede al governo degli USA il permesso di averti. Ripeto, la richiesta parte dall’istituzione, non puo’ partire da un individuo.

Per quanto riguarda la scuola, in genere esse permettono a studenti internazionali meritevoli di fare domanda (dal proprio sito). Se si viene accettati l’universita’ fara’ poi domanda. A tal proposito non ho altre informazioni perche’ per me le cose sono andate un po’ diversamente. Un’ottima fonte di informazioni in questo caso potrebbe essere un professore o un ricercatore nell’universita’ che fosse di origine italiana… in genere quelli all’estero sono piuttosto disponibili ad aiutare.

Per lavorare, il problema e’ come faccio ad avere una ditta che mi sponsorizza un visto da lavoratore? La risposta e’: non so, non e’ facile.

La cosa che consiglierei e’ partecipare a programmi di scambio. Un esempio e’ Fulbright. Un’altra cosa che mi viene in mente e’ appoggiarsi a certi club che organizzano questo tipo di scambio, ad esempio il Rotary.

E’ possibile trovare un lavoro sottobanco negli USA? Personalmente non ho avuto esperienza diretta (io o persone che conosco), ma so che qui in California ci sono molti messicani che lavorano illegalmente. Ovviamente non si tratta di lavori di alto calibro, probabilmente si limitano campo della manodopera (muratore, lavoratore nei campi, …) o ricreativo (cameriere, barista, …). Mi domando quanti camerieri italiani che lavorano in ristoranti italiani vivono qui legalmente :-) (non ho mai chiesto).

Stare qui illegalmente puo’ costare parecchio. Non so i dettagli a livello di soldi o magari anche prigione (anche se penso deportazione e’ piu’ probabile), pero’ quello che so di certo e’ che si finisce in una “lista nera” per cui non e’ possibile fare domanda per un visto negli USA per diversi anni (mi pare tra i 5 e 10, a seconda della gravita’ e recidivita’, ma ripeto, non sono sicuro).

Per il momento penso possa bastare. Come ricevo domande via email o commenti sul blog cerchero’ di scrivere piu’ post a riguardo.

Permalink Lascia un Commento

Alcatraz

Giugno 28, 2008 at 2:13 pm (Italiano, trips) (, , )

Ieri sono andato ad alcatraz, per la prima volta da quando sono negli States.

La mancanza di grandi aspettative e la lista di attesa (bisogna prenotare con largo anticipo) sono state sufficienti a frenare la curiosita’ di visitare “The Rock” (come viene anche chiamata).

Ieri invece sono stato invitato da una mia amica ed ho colto l’opportunita’. Innanzitutto il tempismo con cui siamo riusciti a non perdere il traghetto e’ stato incredibile. Pareva una scena da film: partiamo in ritardo, andiamo sulla 280 perche’, sebbene piu’ lunga, piu’ scorrevole della 101 (leggi: dovevo recuperare il tempo perso). Arriviamo a San Francisco e, proprio quando pensavamo di essere arrivati comodi comodi per la partenza, scopriamo che il traghetto parte alle 18.50, ma l’imbarcamento finisce alle 18.40… 10 minuti importantissimi, considerando che ora sono le 18.30 e stiamo ancora cercando parchiggio. Finalmente vedo un parcheggio a pagamento; ci separiamo: lei va a prendere i biglietti, io mi occupo del parcheggio. Prima che lei comincia a correre verso il molo le ricordo: “Non partire senza di me!”.
Finito con il parcheggio comincio a correre verso il molo numero 33 da dove il traghetto sarebbe partito… in teoria non troppo lontano, considerando che ho parcheggiato al molo 27 ed i moli hanno solo numeri dispari (quindi solo 3 moli di distanza), ma non avevo considerato due cose:

  • i moli sono molto lunghi :-)
  • esiste un molo numero 29.5 (?!?!)

Comunque alla fine arrivo a destinazione, biglietti pronti, proprio mentre durante l’imbarcamento. 5 minuti dopo si parte. Tempismo perfetto.

Ma la sorpresa piu’ grande della serata doveva ancora arrivare. Gia’ mentre ci avviciniamo all’isola le prime storie riguardanti la storia del penitenziario (ora parco nazionale) cominciano a suscitare curiosita’. Una volta sbarcati le mie aspettative sono gia’ state superate, e siamo solo all’inizio.

In totale abbiamo visitato alcatraz fino alle 21.25. Quello che abbiamo fatto e’ il night tour, decisamente molto suggestivo. La nebbia che tagliava i grattacieli di San Francisco, l’audio tour (che mi ha piacevolmente sorpreso) e le sessioni durante le quali si approfondivano certi argomenti (ad esempio prigionieri famosi, tentate evasioni, …) hanno contribuito a rendere la serata un’ottima esperienza.

Tornati a San Francisco avrei voluto spendere piu’ tempo sull’isola… magari la prossima volta! Sicuramente raccomando il tour ed ho aggiunto Alcatraz alla lista di cose da mostrare quando qualcuno viene a trovarmi.

Temevo di finire in una di quelle trappole da turista all’americana, ma mi sbagliavo e sono rimasto molto impressionato. The Rock rocks.

Permalink Lascia un Commento

I miei punti forti

Giugno 9, 2008 at 9:37 pm (Uncategorized)

Qualche giorno fa ho fatto un test che ha lo scopo di scoprire quali sono i tuoi punti forti.

L’idea e’ piuttosto interessante: facendo domande specifiche (ma non necessariamente pertinenti cio’ che si vuole dedurre) si traccia un profilo psicologico della persona e se ne estraggono i suoi principali punti forti (e deboli, ma quello non mi fa parte del risultato :-) ). Per quale motivo conoscere i propri punti forti? Secondo il libro (chiamato Strength Finder 2.0), e’ molto piu’ efficiente lavorare sui propri punti forti (e diventare uno specialista) piuttosto che cercare di colmare le proprie lacune.

Personalmente non sono molto d’accordo con questo approccio, anche se riconosco che e’ molto piu’ facile migliorarsi in qualcosa a cui si portati piuttosto che sforzarsi in un campo (abilita’) che non ci e’ naturali. L’esempio che il libro da’ riguarda gli sport: se una persona non e’ portata fisicamente per un certo tipo di sport, sebbene possa ottenere buoni risultati in quello sport, con lo stesso investimento in tempo potrebbe ottenerne degli ottimi in un altro per quale sia portato.

Il motivo per cui ho trovato molto interessante questo test e’ capire per quale motivo sono migliore nell’eseguire certi compiti piuttosto che altri. Infine queste informazioni possono essere utili quando si costruisce una squadra, in quanto alcune di queste “abilita’” si bilanciano a vicenda (ad esempio una di esse e’ l’”activator”, persona molto intrarprendente che pensa poco al problema prima di iniziare a lavorarci, mentre un’altra e’ “analytical”, persona meno intrarprendente che spende parecchio tempo a considerare i diversi aspetti di un problema prima di affrontarlo).

Tornando ai miei punti forti, eccoli qui:

  1. Learner
    Ami imparare. Sarai sempre attratto dal processo di apprendimento. Sei elettrizato dallo stabile e continuo viaggio dall’ignoranza alla competenza. Ti permette di prosperare in ambienti di lavoro dinamici dove ti e’ richiesto di lavorare su un breve progetto dove ci si aspetta di imparare molto su un nuovo argomento per poi andare avanti. Il risultato dell’apprendimo e’ meno importate del “arrivarci”
  2. Individualization
    Il tuo tema di “individualization” ti porta ad essere attratto dalle qualita’ uniche di ogni persona. Sei impaziente con generalizazzioni di tipi perche’ non vuoi oscarare cosa e’ speciale e distinto in ogni persona. Invece, ti focalizzi sulle differenze tra le persone.Dato che sei un attento osservatore di altre persone e dei loro punti di forza, puoi ottenere il meglio da loro. Questo tema ti aiuta a costruire buone squadre.
  3. Adaptability
    Tu vivi il momento. Non vedi il futuro come una destinazione fissa. Invece, lo vedi come un posto che puoi creare dalle scelte che fai ora. Quindi scopri il tuo futuro una scelta alla volta. Cio’ non significa che non hai piani. Probabilmente li hai.Pero’ questo tema ti permette di respondere alle richieste del momento anche se si discostano dai tuoi piani.
  4. Analytical
    Il tuo tema “analytical” sfida altre persone: “provalo, mostrami perche’ pensi cio’ sia vero”. Di fronte a queste domande vedrai teorie fiorire o morire. Per te, questo e’ esattamente il punto. Non vuoi distruggere le idee di altre persone, ma vuoi che siano robuste. Ti vedi oggettivo e disimpassionato. Ti piacciono i dati perche’ sono obiettivi. Utilizzi questi dati per trovare connessioni e patterns. Rimuovi i vari strati finche’, alla fine, la causa principale e’ svelata. Gli altri ti vedono come logico e rigoroso.
  5. Restorative
    Ti piace risolvere problemi. Ti piace la sfida di analizzare i sintomi, identificare cosa e’ sbagliato e trovare la soluzione.

Personalmente mi vedo in questi punti. Per questo motivo ho poi letto la descrizione degli altri temi che non sono rientrati nella top 5, giusto per vedere se questo test era una sorta di oroscopo (dove tutti i temi sono simili ed e’ abbastanza generico da far rientrare tutti nella descrizione) o no. Ho scoperto che, sebbene alcuni dei temi che ritengo mi appartengano sono presenti (diciamo che non sono parte della mia top 5) ho anche visto parecchi temi che sicuramente non sono parte della mia personalita’. Considerando poi che effettivamente la mia top 5 mi descrive piuttosto bene, devo dire che sono rimasto positivamente impressionato dal test.

Se mi conosci lasciami un commento e fammi sapere cosa pensi, mi farebbe piacere.

Permalink 6 Commenti