Overseas FAQ - Domande e Risposte
Qualche tempo fa una ragazza che stava facendo domanda per l’overseas a Bologna mi ha mandato un’email con alcune domande riguardanti il bando. Pensavo di ripublicarle, nel caso posssano tornare utili a qualcun’altro.
1-quali sono secondo te le carte vincenti per vincere il bando? La concorrenza è agguerritissima quindi magari c’è qualcosa da sapere! Ovviamente dico a prescindere dalla media e dal voto del Toefl (ma anche sapere quello non guasta)
Se ricordo bene quella fase (ormai sono passati 4 anni!) la prima cosa che viene presa in considerazione sono appunti le varie media (piu’ quella degli esami che quella del toefl, quest’ultimo e’ piu’ un requisito per poter essere ammesso nell’universita’). Un’altra cosa che noi facemmo fu un colloquio con alcuni professori, dove dovevamo spiegare i motivi per cui volevamo andare. Qui ti posso dire: non menzionare la lingua. Nel senso, imparare l’inglese e’ importante ma non dovrebbe essere il motivo principale per cui qualcuno viene qui. Inoltre pensa a quello che potresti fare qui che non sarebbe possibile in italia, a livello di programmi di ricerca, professori/ricercatori, contatti, … tutto quello che ti viene in mente.
Fai i tuoi homework, nel senso che se fai una ricerca su una universita’, sui suoi professori, programmi di ricerca, etc etc e poi utilizzi esempi specifici, fai capire alla persona con cui hai il colloquio che sai quello che vuoi e che ci tieni.
2- nella fortunosa ipotesi in cui si riuscisse a vincere, come funziona dopo? io so che a dicembre escono le graduatorie ed a gennaio si fanno le riunioni per scegliere la sede, ma dopo di ciò quante volyte è necessario presentarsi fisicamente al famoso centro studi della california?
A parte ciò tu consigli di mettere sedi meno inflazionate in modo da avere magari più possibilità?
Quando io feci domanda misi California, Australia e… universita’ dell’Illinois. L’ultima era una scelta di backup (con il dovuto rispetto
), nel caso in cui non riuscissi ad entrare nelle due universita’ alle quali ero interessato. Ti consiglio di fare la stessa cosa, poi se le cose vanno bene ed entri dove vuoi andare meglio cosi’ ![]()
non ricordo i dettagli di quello che succede dopo la prima fase. In ogni caso non preoccuparti di questo ora, perche’ tanto te lo diranno a tempo debito (e se necessario).
3-Qualsiasi altra info e cavillo burocratico di cui tu voglia rendermi partecipe è gradito!
La domanda sara’ lunga. Io cominciai ad ottobre ed ottenni gli ultimi documenti a giugno. Non sara’ semplice come l’erasmus, ma da una parte il bello e’ anche questo. L’unica cosa che mi viene in mente al momento (ma sicuramente te lo diranno in futuro) e’ controllare la scadenza del passaporto ed il tipo di passaporto (per quanto riguarda gli USA deve essere quello elettronico, che e’ quello che fanno da qualche anno a questa parte, non penso avrai problemi a meno che il tuo passaporto non e’ molto vecchio).
Lavorare o Studiare negli USA
Visto che piu’ di una persona mi ha chiesto cosa e’ necessario per lavorare o studiare negli Stati Uniti, ho deciso di scrivere qualcosa a proposito.
Innanzitutto voglio andare con un piccolo disclaimer: io non sono ne’ un avvocato ne’ un esperto sul tema. Quello che scrivo qui arriva dalla mia esperienza diretta e qualche altra informazione che ho raccolto in giro. Inoltre, leggi e regolazioni possono cambiare e queste informazioni potrebbero essere out-of-date. Se non capisci cosa “out-of-date” significa ti consiglierei di fare un corso di lingua
Italiani possono venire negli Stati Uniti come turisti (o per business, ma questo non significa per cercare lavoro) senza un visto, se soddisfano certi requisiti (passaporto biometrico, …). Questo programma e’ chiamato Visa Waiver Program. Il visto vale per 90 giorni ed ha alcune restrizioni minori, ma per il resto e’ piuttosto comodo. Questo visto non ti permette di studiare o lavorare negli USA, e’ inteso solamente per facilitare la vita ai turisti.
Per studiare o lavorare negli USA e’ invece fare domanda per un visto appropriato. Quelli di cui sono a conoscenza io sono (i link puntano ad un sito che da qualche informazione senza scendere troppo nel dettaglio legislativo):
Per fare domanda per un visto del genere non si puo’ venire negli Stati Uniti e dire: “voglio cercare lavoro/universita’”. Questo e’ il modo piu’ facile per venire rispediti a casa.
Per quanto riguarda l’F1 e l’H1 e’ necessario che un’istituzione americana (universita’ nel primo caso, ditta nel secondo) faccia domanda di sponsorizzazione. In pratica l’istituzione chiede al governo degli USA il permesso di averti. Ripeto, la richiesta parte dall’istituzione, non puo’ partire da un individuo.
Per quanto riguarda la scuola, in genere esse permettono a studenti internazionali meritevoli di fare domanda (dal proprio sito). Se si viene accettati l’universita’ fara’ poi domanda. A tal proposito non ho altre informazioni perche’ per me le cose sono andate un po’ diversamente. Un’ottima fonte di informazioni in questo caso potrebbe essere un professore o un ricercatore nell’universita’ che fosse di origine italiana… in genere quelli all’estero sono piuttosto disponibili ad aiutare.
Per lavorare, il problema e’ come faccio ad avere una ditta che mi sponsorizza un visto da lavoratore? La risposta e’: non so, non e’ facile.
La cosa che consiglierei e’ partecipare a programmi di scambio. Un esempio e’ Fulbright. Un’altra cosa che mi viene in mente e’ appoggiarsi a certi club che organizzano questo tipo di scambio, ad esempio il Rotary.
E’ possibile trovare un lavoro sottobanco negli USA? Personalmente non ho avuto esperienza diretta (io o persone che conosco), ma so che qui in California ci sono molti messicani che lavorano illegalmente. Ovviamente non si tratta di lavori di alto calibro, probabilmente si limitano campo della manodopera (muratore, lavoratore nei campi, …) o ricreativo (cameriere, barista, …). Mi domando quanti camerieri italiani che lavorano in ristoranti italiani vivono qui legalmente
(non ho mai chiesto).
Stare qui illegalmente puo’ costare parecchio. Non so i dettagli a livello di soldi o magari anche prigione (anche se penso deportazione e’ piu’ probabile), pero’ quello che so di certo e’ che si finisce in una “lista nera” per cui non e’ possibile fare domanda per un visto negli USA per diversi anni (mi pare tra i 5 e 10, a seconda della gravita’ e recidivita’, ma ripeto, non sono sicuro).
Per il momento penso possa bastare. Come ricevo domande via email o commenti sul blog cerchero’ di scrivere piu’ post a riguardo.
Alcatraz
Ieri sono andato ad alcatraz, per la prima volta da quando sono negli States.
La mancanza di grandi aspettative e la lista di attesa (bisogna prenotare con largo anticipo) sono state sufficienti a frenare la curiosita’ di visitare “The Rock” (come viene anche chiamata).
Ieri invece sono stato invitato da una mia amica ed ho colto l’opportunita’. Innanzitutto il tempismo con cui siamo riusciti a non perdere il traghetto e’ stato incredibile. Pareva una scena da film: partiamo in ritardo, andiamo sulla 280 perche’, sebbene piu’ lunga, piu’ scorrevole della 101 (leggi: dovevo recuperare il tempo perso). Arriviamo a San Francisco e, proprio quando pensavamo di essere arrivati comodi comodi per la partenza, scopriamo che il traghetto parte alle 18.50, ma l’imbarcamento finisce alle 18.40… 10 minuti importantissimi, considerando che ora sono le 18.30 e stiamo ancora cercando parchiggio. Finalmente vedo un parcheggio a pagamento; ci separiamo: lei va a prendere i biglietti, io mi occupo del parcheggio. Prima che lei comincia a correre verso il molo le ricordo: “Non partire senza di me!”.
Finito con il parcheggio comincio a correre verso il molo numero 33 da dove il traghetto sarebbe partito… in teoria non troppo lontano, considerando che ho parcheggiato al molo 27 ed i moli hanno solo numeri dispari (quindi solo 3 moli di distanza), ma non avevo considerato due cose:
- i moli sono molto lunghi
- esiste un molo numero 29.5 (?!?!)
Comunque alla fine arrivo a destinazione, biglietti pronti, proprio mentre durante l’imbarcamento. 5 minuti dopo si parte. Tempismo perfetto.
Ma la sorpresa piu’ grande della serata doveva ancora arrivare. Gia’ mentre ci avviciniamo all’isola le prime storie riguardanti la storia del penitenziario (ora parco nazionale) cominciano a suscitare curiosita’. Una volta sbarcati le mie aspettative sono gia’ state superate, e siamo solo all’inizio.
In totale abbiamo visitato alcatraz fino alle 21.25. Quello che abbiamo fatto e’ il night tour, decisamente molto suggestivo. La nebbia che tagliava i grattacieli di San Francisco, l’audio tour (che mi ha piacevolmente sorpreso) e le sessioni durante le quali si approfondivano certi argomenti (ad esempio prigionieri famosi, tentate evasioni, …) hanno contribuito a rendere la serata un’ottima esperienza.
Tornati a San Francisco avrei voluto spendere piu’ tempo sull’isola… magari la prossima volta! Sicuramente raccomando il tour ed ho aggiunto Alcatraz alla lista di cose da mostrare quando qualcuno viene a trovarmi.
Temevo di finire in una di quelle trappole da turista all’americana, ma mi sbagliavo e sono rimasto molto impressionato. The Rock rocks.
I miei punti forti
Qualche giorno fa ho fatto un test che ha lo scopo di scoprire quali sono i tuoi punti forti.
L’idea e’ piuttosto interessante: facendo domande specifiche (ma non necessariamente pertinenti cio’ che si vuole dedurre) si traccia un profilo psicologico della persona e se ne estraggono i suoi principali punti forti (e deboli, ma quello non mi fa parte del risultato
). Per quale motivo conoscere i propri punti forti? Secondo il libro (chiamato Strength Finder 2.0), e’ molto piu’ efficiente lavorare sui propri punti forti (e diventare uno specialista) piuttosto che cercare di colmare le proprie lacune.
Personalmente non sono molto d’accordo con questo approccio, anche se riconosco che e’ molto piu’ facile migliorarsi in qualcosa a cui si portati piuttosto che sforzarsi in un campo (abilita’) che non ci e’ naturali. L’esempio che il libro da’ riguarda gli sport: se una persona non e’ portata fisicamente per un certo tipo di sport, sebbene possa ottenere buoni risultati in quello sport, con lo stesso investimento in tempo potrebbe ottenerne degli ottimi in un altro per quale sia portato.
Il motivo per cui ho trovato molto interessante questo test e’ capire per quale motivo sono migliore nell’eseguire certi compiti piuttosto che altri. Infine queste informazioni possono essere utili quando si costruisce una squadra, in quanto alcune di queste “abilita’” si bilanciano a vicenda (ad esempio una di esse e’ l’”activator”, persona molto intrarprendente che pensa poco al problema prima di iniziare a lavorarci, mentre un’altra e’ “analytical”, persona meno intrarprendente che spende parecchio tempo a considerare i diversi aspetti di un problema prima di affrontarlo).
Tornando ai miei punti forti, eccoli qui:
- Learner
Ami imparare. Sarai sempre attratto dal processo di apprendimento. Sei elettrizato dallo stabile e continuo viaggio dall’ignoranza alla competenza. Ti permette di prosperare in ambienti di lavoro dinamici dove ti e’ richiesto di lavorare su un breve progetto dove ci si aspetta di imparare molto su un nuovo argomento per poi andare avanti. Il risultato dell’apprendimo e’ meno importate del “arrivarci” - Individualization
Il tuo tema di “individualization” ti porta ad essere attratto dalle qualita’ uniche di ogni persona. Sei impaziente con generalizazzioni di tipi perche’ non vuoi oscarare cosa e’ speciale e distinto in ogni persona. Invece, ti focalizzi sulle differenze tra le persone.Dato che sei un attento osservatore di altre persone e dei loro punti di forza, puoi ottenere il meglio da loro. Questo tema ti aiuta a costruire buone squadre. - Adaptability
Tu vivi il momento. Non vedi il futuro come una destinazione fissa. Invece, lo vedi come un posto che puoi creare dalle scelte che fai ora. Quindi scopri il tuo futuro una scelta alla volta. Cio’ non significa che non hai piani. Probabilmente li hai.Pero’ questo tema ti permette di respondere alle richieste del momento anche se si discostano dai tuoi piani. - Analytical
Il tuo tema “analytical” sfida altre persone: “provalo, mostrami perche’ pensi cio’ sia vero”. Di fronte a queste domande vedrai teorie fiorire o morire. Per te, questo e’ esattamente il punto. Non vuoi distruggere le idee di altre persone, ma vuoi che siano robuste. Ti vedi oggettivo e disimpassionato. Ti piacciono i dati perche’ sono obiettivi. Utilizzi questi dati per trovare connessioni e patterns. Rimuovi i vari strati finche’, alla fine, la causa principale e’ svelata. Gli altri ti vedono come logico e rigoroso. - Restorative
Ti piace risolvere problemi. Ti piace la sfida di analizzare i sintomi, identificare cosa e’ sbagliato e trovare la soluzione.
Personalmente mi vedo in questi punti. Per questo motivo ho poi letto la descrizione degli altri temi che non sono rientrati nella top 5, giusto per vedere se questo test era una sorta di oroscopo (dove tutti i temi sono simili ed e’ abbastanza generico da far rientrare tutti nella descrizione) o no. Ho scoperto che, sebbene alcuni dei temi che ritengo mi appartengano sono presenti (diciamo che non sono parte della mia top 5) ho anche visto parecchi temi che sicuramente non sono parte della mia personalita’. Considerando poi che effettivamente la mia top 5 mi descrive piuttosto bene, devo dire che sono rimasto positivamente impressionato dal test.
Se mi conosci lasciami un commento e fammi sapere cosa pensi, mi farebbe piacere.
Salute vendesi.
Visto i commenti che ho ricevuto sull’ultimo post, vorrei ritornare sull’argomento. Quello che e’ accaduto con il fisioterapista e’ solo un esempio di quello che si puo’ riconoscere come un elemento culturare degli USA.
Qualche settimana fa mi sono tagliato mentre mi stavo facendo la barba. Il taglio si stava infettando, quindi sono andato in farmacia a compare qualcosa per prendermi cura della ferita.
Ho visto una scatola di antibiotici leggeri che si poteva comprare senza ricetta. Sull’etichetta si leggeva: Every Cut, Every Time (Per ogni taglio, ogni volta). Per quale motivo qualcosa del genere mi ha infastidito cosi’ tanto? Quando ero bambino io ti tagli, abrasioni, etc etc, ne ho avuti tanti e poi come!! Quando mi facevo male, andavo a casa, disinfettante ed in casi estremi acqua ossigenata. Questo basta per la maggior parte dei casi.
Allora per quale motivo promuovere la cultura di utilizzare l’antibiotico in ogni circostanza? Per ogni taglio, ogni volta? Sappiamo che l’abuso di antibiotici e’ controproducente perche’ i batteri evolvono e diventano resistenti a quei farmaci. Chi trae vantaggio da una cultura del genere? Chi ne e’ succube nella propria ignoranza? Chi dovrebbe intervenire?
Altro esempio: era un anno e mezzo fa (wow) che andavo parecchio in questo ristorante italiano a Santa Cruz. Un giorno vedo che la cameriera aveva il tutore per il polso. Ok, nulla di particolare, anche io ho avuto qualcosa del genere in passato dopo che me lo ero fratturato (non scherzavo due paragrafi fa quando dicevo che da piccolo mi sono dato da fare per tenere i miei preoccupati
). Dopo qualche settimana, torno al ristorante; la cameriera ha ancora il tutore. A questo punto le chiedo cosa avesse al polso e lei mi rispose che non lo sapeva. Alla successiva, ovvia, domanda “ma l’hai fatto vedere da un dottore?” lei mi ha risposto “non ho l’assicurazione sanitaria”.
Altro esempio: quando ero uno studente a Santa Cruz, un giorno ho avuto una reazione allergica a qualcosa, probabilmente il detergente che avevo utilizzato per lavari i miei panni. Ora, lasciando perdere i particolari pietosi di uno sfogo che era esattamente la forma delle mie mutande e che mi era venuto mentre ero fuori per il weekend a Yosemite durante un campeggio, pensiamo a quello che successe nei giorni seguenti. Tornai a casa e andai al centro medico sul campus universitario, dove mi diedero una pomata. A quanto pare la cosa non stava funzionando perche’ la reazione allergica si stava espandendo. Tornato al centro medico, mi danno delle pasticche (parecchio potenti) per curarmi. Ha funzionato, ma la prima cosa che ho pensato subito dopo l’evento e’ quanto tempo aspetterebbe una persona prima di andare da un dottore senza avere assicurazione medica? In fondo, anche chi ce l’ha procrastina… immagina se in piu’ ci si mette il deterrente economico.
Viaggio a canyonland - Part IV (Back to Vegas)
Dopo il Grand Canyon abbiamo deciso di fare un “piccolo” detour ed andare verso Sedona, AZ.
Avevo sentito parlare molto di questa citta’ sia da amici miei, che da persone che ho conosciuto quando andai a Phoenix qualche tempo fa. La citta’ e’ molto bella e, sostituendo il colore grigio al rosso delle rocce che la circondano, si potrebbe pensare di stare in qualche bel paesino nelle dolomiti. La citta’ e’ anche parecchio caratteristica, con bei ristoranti, cafe’ e decorata con statue in tema indiano, far west e fiabesco (?).
Apparentemente ora la trappola da turista che piu’ ci va in zona e’ la multiproprieta’. Mentre cercavamo un hotel, un tipo voleva darci una camera ad un prezzo stracciato se il giorno dopo avessimo seguito un seminario riguardante le multiproprieta’. Un altro episodio e’ accaduto il giorno dopo quando, mentre eravamo in un “museo” del cinema (dove mostravano foto e artifatti di pellicole che erano state girate nella zona), l’adetta ha cercato di convincermi a stare un’altra notte in un resort del luogo (in realta’ una multiproprieta’ ho poi scoperto). Per essere una persona che lavora in un museo ci sapeva fare come venditrice, pareva di stare in un concessionario d’auto: mi parlava dei vantaggi di questa opzione (senza mai menzionare il fatto che si trattava di multiproprieta’, finche’ io non le ho fatto la domanda direttamente), con il fare da locale che vuole dare la dritta al turista sperduto che stava perdendo una grossa opportunita’. Pauroso.
Ora ho cinque multiproprieta’ e dodici mutui da coprire…
Tornati a Las Vegas siamo andati a vedere lo show di Lance Burton. In genere non sono un grandissimo appazzionato di maghi, ma visto che ultimamente avevo visto il film The Prestige mi sentivo in vena :-). In realta’ saremmo voluti andare a vedere il Cirque du Soleil, ma gli spettacoli che ci interessavano di piu’ (O e Mystere) erano pieni.
Ad ogni modo, anche vedere il prestigiatore e’ stato divertente, ma devo dire che la parte che mi e’ piaciuta di piu’ dello show era quella dove un secondo prestigiatore/comico mi ha fatto crepare dalle risate! Purtroppo cercare di raccontare i suoi numeri non sarebbe divertente, pero’ fidatevi…
Viaggio a canyonland - Part III (Arizona)
L’Arizona e’ conosciuta come lo stato del Grand Canyon. Chi e’ fan di film western sicuramente conoscera’ anche la Monument Valley, dove molti di questi film sono stati girati.
In Arizona c’e’ anche la piu’ grande riserva indiana degli Stati Uniti, la Navajo Nation. La riserva si estende anche in parte in Utah, Colorado e New Mexico, ma la maggior parte si trova in Arizona.
Dopo aver lasciato Moab, siamo scesi lungo la 190 e la 163 fino a raggiungere la Monument Valley. Quella sera abbiamo visto la valle dalla highway, un po’ di fretta, durante il tramonto.
Il tramonto in queste zone e’ sempre molto suggestivo: il sole al tramonto accentua il colore rosso della terra dei canyon, che contrasta fortemente con l’azzurro terso del cielo del deserto.
Il giorno succcessivo siamo tornati nella monument valley per faci un giro proprio nella valle, ed e’ vero che e’ moolto bella! La differenza principale che ho notato e’ che questa valle e’ principalmente piatta, con formazioni rocciose in svariati punti, ma comunque piuttosto isolate le una dalle altre, dando l’impressione che si tratti di… fammi pensare… la parola adatta… monumenti!
Per molto tempo la strada che portava nella zona era brecciata, il che ha limitato l’afflusso di turisti (e quindi la popolarita’) della zona. Ora che i collegamenti sono migliorati ci sono molti piu’ turisti in zona… anzi, considerando che siamo a marzo, ce n’erano parecchie di macchine in zona (e’ anche vero che siamo intorno spring break, che qui negli USA e’ quando tutti vanno in vacanza!).
Il Grand Canyon e’ ovviamente meraviglioso. Ero gia’ stato li’ in passato, ma dalla parte nord (north rim), mentre questa volta siamo andati nella parte sud. Il north rim si trova piu’ in alto del south rim e quest’ultimo ospita la maggior parte delle strutture turistiche. Inoltre, causa neve, il north rim e’ chiuso da novembre a maggio. I due posti offrono esperienze piuttosto diverse del Grand Canyon. Magari per via dello spring break, sono rimasto molto colpito da quanta gente c’era! Quando ero stato al north rim era agosto e non era cosi’ pieno.
E’ interessante il modo in cui qui i parchi nazionali sono strutturati: sebbene per la maggior parte incontamitati, ci sono sempre delle vie principali che permettono facile accesso ai punti piu’ “belli” del parco. All’inizio questa cosa mi scocciava un po’ (ad esempio il fatto che dalla cima della cascata di Yosemite si vede la strada sotto che taglia la valle), ma poi sono giunto alla conclusione che si tratta di un compromesso: permette alla “folla” di assaggiare ed apprezzare il parco senza dover essere scalatori/alpinisti/… in qualche modo aumentando la sensibilizzaione anche di persone che, se avessero dovuto sfacchinare 2 ore per vedere un bel paesaggio, non lo avrebbero mai visto. In fondo chi piu’ apprezza questo genere di posti ed attivita’ puo’ sempre allontanarsi dalla folla ed avventurarsi per gite nel backcountry.
Viaggio a canyonland - Part II (Utah)
Dopo aver lasciato Las Vegas ed aver viaggiato attraverso il Nevada e brevemente in Arizona, siamo arrivati in Utah. Leggevo sulla mia guida che lo Utah e’ rinomata per le speed trap (ok ok, anche per i mormoni).
Zion e’ uno dei miei parchi preferiti, ma per qualche motivo non sono ben accolto li’: ogni volta che vado succcede qualcosa. La prima volta mi grandino’, la seconda ci fu una tempesta di fulmini, questa volta la tempesta di cui parlavo prima ci ha ricevuti e tenuto compagnia per un paio di giorni. Siamo stati a Zion poco tempo, visto che eravamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia (cominciamo bene!
). Poi siamo andati a Bryce, che e’ molto bello (ed era molto freddo, anche perche’ sta parecchio alto in elevazione), abbiamo visto il tramonto e ci siamo avviati verso un paesino piu’ a nord.
Dopo aver speso la prima notte in questo paesino in Utah, la mattina ci siamo svegliati che stava nevicando! Capitol Reef era la nostra prossima destinazione e, fortunatamente, le condizioni atmosferiche sarebbero migliorate di li’ in poi, sia per via dell’altitudine che della tempesta che ci stava sorpassando. La neve e’ sparita poco dopo. I paesaggi lunari di quel luogo (a parte la neve
), mi sono piaciuti molto. Mio fratello si godeva invece le tracce lasciate dai fuoristrada in quella zona: abbiamo visto parecchie persone in jeep o moto che si spassavano sulle collinette della zona.
Ed il meglio (per mio fratello) doveva ancora venire: in quella zona ci siamo fermati a Moab, UT. Per pura fortuna siamo capitati proprio nella settimana in cui si tiene il piu’ grande evento per jeep e fuoristrada di tutti gli USA. C’erano auto con gli assetti piu’ estremi ovunque in citta’.
Moab e’ un’ottima base per esplorare Arches e Canyonlands. Si trova a poca distanza da entrambi e di per se e’ anche una cittadina bella da vedere (poi a me fanno impazzire i paesini circondati da canyon e mesas, fanno molto far west). Entrambi i parchi nazionali mi sono piaciuti parecchio. In particolare Canyonlands si e’ rivelato una gradita sorpresa: non immaginavo avesse cosi’ tanto da offrire. I paesaggi sono molto belli, il parco e’ grande e diviso in alcune sezioni che offrono esperienza piuttosto diverse. Noi siamo stati nel distretto Island in the Sky, dal quale si avevano dei paesaggi degni del Grand Canyon. Inoltre ci sono diverse strade brecciate/sentieri dedicati a biciclette o, soprattutto, fuoristrada. Questi sentieri si snodano per kilometri e kilometri (e parlo di piu’ di 100km) nel parco. Per poter andare li’ ci vogliono dei permessi che e’ necessario prenotare (molti) mesi in anticipo, ma ne vale certamente la pena!
Viaggio a canyonland - Parte I
Questa settimana sono stato in vacanza con mio fratello e la sua ragazza nella zona dei canyon americani, tra Arizona e Utah.
Partendo da Vegas, abbiamo girato e visto questi luoghi:
- Zion National Park
- Bryce National Park
- Capitol Reef National Park
- Moab, UT
- Arches National Park
- Canyonlands National Park
- Monument Valley Navajo Tribal Park
- Grand Canyon National Park
- Sedona, AZ
- Las Vegas, NV
Qui si puo’ vedere puo’ vedere il percorso che abbiamo fatto.
Mentre sto scrivendo, mio fratello sta guidando la macchina. Bella la vita ![]()
Marzo e’ un buon periodo per visitare questa zona degli Stati Uniti. In estate si comincia seriamente ad accusare il caldo, anche se bisogna dire che l’elevazione aiuta a mantenere la temperatura a livelli accettabili (tranne che in Las Vegas, dove il caldo diventa veramente tremendo!).
In questo periodo si puo’ ancora vedere la neve in molti di questi luoghi. I primi due giorni una tempesta che stava attraversando gli USA ha fatto arrivare la neve dove stavamo noi, tanto che cominciamavo a preoccuparci che il viaggio sarebbe stato molto piu’ freddo del previsto. Quando poi la tempesta ci ha sorpassato abbiamo avuto tutte bellissime giornate con ottime temperature. L’aria comunque piuttosto fredda, ma un sole che riscalda parecchio.
Considerando che il viaggio e’ durato solo una settimana, abbiamo guidato parecchio, ma ne e’ sicuramente valsa la pena, visto che abbiamo potuto vedere diversi paesaggi e strutture rocciose molto diverse le une dalle altre.
Sulla via abbiamo anche visto parecchi paesi piuttosto caratteristici… oddio, magari caratteristici non e’ l’aggettivo piu’ appropriato, magari desolati rende meglio l’idea. Una parte degli USA completamente diverso da quella a cui sono abituato vivendo nella bay area o, in genere, in California. Anche in California, specialmente a nord di San Francisco o Sacramento ci sono zone molto rurali, pero’ qui davvero si parla di stare nel mezzo del niente. Alcuni di questi paesi esistono solo perche’ sono zone di passaggio per turisti o mezzi di trasporto. A parte un paio di ristoranti, qualche hotel e qualche speed trap non c’e’ assolutamente niente (quando un paio di anni fa stavo viaggiando per conto mio ed ho attraversato parecchi di questi paesini ho chiesto a qualcuno degli abitanti perche’ vivessero li’, ma questa e’ un’altra storia…).
Mai visto uno di quei film dove l’auto della polizia e’ in agguato dietro ad un cartellone pubblicitario, aspettando una macchina (di solito di un turista) di passaggio per potergli fare una multa? Ecco, questa e’ una speed trap. In genere si mettono in posti dove la strada e’ libera per miglia e miglia, dove di conseguenza parecchie persone oltrepassano il limite di velocita’. Per molti di questi paesini le multe di velocita’ sono in effetti uno delle principali fonti di guadagno. Durante il viaggio, da bravi turisti, anche noi siamo caduti in una di queste trappole, anche se c’e’ da dire a nostra discolpa che la macchina che ci ha beccato era un’auto civetta (senza contrassegni della polizia).
Una volta un mio amico mi disse che non c’e’ italiano che guidi in america senza prendere una multa; finora ha avuto ragione lui.
Virgin America Airline
Giovedi ho volato a Las Vegas. Ho volato per la prima volta con Virgin America Airline. Ero curioso di andare con questa compagnia aerea, visto che cercano di essere cutting edge a livello di servizi sui loro voli. Ed infatti devo dire che non sono rimasto deluso. Ad esempio, anche in classe economica, ogni poltrona ha il proprio schermo con touch screen (e telecomando). Lo schemo e’ montato dietro il poggia testa della poltrona di fronte. Inoltre utilizzano un software, Red lo chiamano loro, che permette di fornire diversi contenuti, alcuni gratis ed altri a pagamento, sui loro voli. Per quelli a pagamento, tutto e’ fatto tramite carta di credito (ogni schermo ha un lettore CC). Ma la cosa piu’ interessante sono proprio i servizi che si possono utilizzare.
Ad esempio, si puo’ scegliere di vedere un film (quelli principali costavano $7, altri erano gratis), con il vantaggio di poter iniziare il film quando si vuole. E’ possibile vedere i normali canali televisivi, oppure chattare con altri passeggeri (!), o anche giocare! Io mentre volavo a Las Vegas mi sono messo a giocare a doom. Il telecomando fa anche da controller e mini tastiera. Devo dire non male.
Peccato che la persona dietro di me avesse deciso di giocare Taipei usando il touch screen…