Laureato!

Marzo 28, 2009 at 4:58 pm (Italiano, wow)

Come al solito e’ molto che non scrivo, e pensare quante cose sono successe che mi sarebbe comunque piaciuto “immortalare”…
Sono sull’aereo di ritorno dall’Italia, destinazione San Francisco.
Un paio di giorni prima di partenza per il bel Paese sono stato per la prima volta a Yosemite in inverno. Decisamente una visita da raccomandare. La solita folla che in primavera riempie la valle e’ sostituita da neve ed il silenzio regna sovrano.
Sono tornato in Italia con uno scopo ben preciso, laurearmi. Ormai era molto tempo che avevo questa tesi in sospeso ed era ora di chiudere il capitolo universita’.
Questa volta, a parte il solito larvaggio da vacanza, sono anche andato in settimana bianca… era una vita che non sciavo!
Ad ogni modo, alla fine ce l’ho fatta! FINITO. DONE. KAPUT (si dice?). END.
Laureato.
Questa laurea l’ho sentita molto di piu’ della triennale, dato tutto il tempo e lo sforzo necessari per completare la tesi. Dopo diversi rinvii avevo promesso a me stesso (e genitori ;-) ) che avrei finito a marzo 2009. Mi fa piacere essere riuscito a mantenere la promessa!

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Hawaii 2008

Gennaio 9, 2009 at 11:23 am (trips) ()

Sono appena tornato dalle Hawaii, dove ho passato le vacanze natalizie.

Avevo comprato il biglietto molto tempo fa e durante questi mesi l’attesa e’ stata molto intensa, ma sicuramente ripagata dall’esperienza. Le Hawaii mi intrigano per una serie di motivi, in particolare perche’:

  • sono isole tropicali (e non sono mai stato in un isola tropicale);
  • sono una via di mezzo tra gli Stati Uniti e le culture polinesiane.

Non sapendo quale isola scegliere, ho deciso di passare le quasi tre settimane che avevo a disposizione sul Oahu, Maui e Big Island. In realta’, tra cose da fare e rilassamento, si potrebbe stare su una qualunque di queste isole per l’intero periodo. Lo scopo di questo viaggio era anche avere un senso del carattere di ogni isola, per avere al prossimo viaggio un’idea migliore di cosa fare dove. Putroppo non sono stato a Kauai, sara’ per la prossima volta.

I posti mi sono piaciuti tantissimo. Honolulu e’ praticamente l’unica parte sviluppata di tutto l’arcipelago (365.000 abitanti) e, a parte quella citta’, gli altri centri abitati hanno in media solo 10.000 abitanti, con “punte” di 35.000.

La presenza militare alle hawaii e’ abbastanza massiccia, considerando la posizione strategica nel mezzo del pacifico. Ad Honolulu e Waikiki non si sente molto, ma appena ci si sposta in certe zone diventa palese. Qui c’e’ anche il famoso Pearl Harbor, dove purtroppo non sono riuscito ad andare (quel giorno ho deciso di giocare beach volley :-) ).

North Shore in Oahu e’ dove le grandi competizioni di surf si svolgono. Durante l’inverno si hanno onde molto alte (non ricordo i numeri) in questa zona. Io sono andato a fare surf una volta sola, su Big Island, insieme a degli amici miei. Ogni volta che vado mi riprometto di farlo piu’ spesso ma in genere cio’ non accade. In realta’ e’ possibilie fare surf su tutte le isole. A parte i posti riservati a quelli del luogo, bisogna fare attenzione al tipo di fondali ed alle correnti. Waikiki e’ un ottimo posto dove cominciare, visto che le onde sono molto piccole (piu’ grandi in estate, ma comunque non troppo). Surf e’ solo uno degli sport che si puo’ fare con la tavola; molte persone fanno boogie surfing, body surfing ed in alcune parti dell’isola windsurf e kitesurf la fanno da padroni!

Snorkeling ed immersione sono favolosi qui. Io non ho fatto in tempo a prendere la certificazione per l’immersione, ma anche solo snorkeling e’ incredibile. Si possono vedere coralli, pesci tropicali, ho visto una famiglia di calamari ed una varieta’ di pesci di strane forme e bellissimi colori. In alcune zone e’ molto comune vedere tartarughe, delfini, squali (quelle si evitano :-) )… c’e’ un’escursione notturna che permette di andare a vedere le mante. Purtroppo l’unico giorno che potevo andare il mare era troppo mosso e l’escursione e’ stata cancellata (sfiga!). Ho fatto snorkeling in Cancun (Messico), in Key Largo (Florida) e qui. Le Hawaii vincono.

A livello geologico le isole sono favolose. La drammaticita’ del vulcano e della lava, insieme alla forza e costanza dell’oceano, creano panorami unici e contrasti bellissimi. Senza scendere troppo nel dettaglio, le isole sono di origine vulcanica ed hanno eta’ diverse. L’isola piu’ giovane, Big Island, e’ ancora “in costruzione”, visto che Mauna Loa (il vulcano) e’ in continua eruzione dagli anni ‘80, lentamente aggiungendo nuova terra all’isola. Ho visto il punto dove la lava entra nell’oceano (da qualche km, ma su youtube si trovano video impressionanti) ed e’ incredibile pensare a come forze opposte della natura interagiscano li’.Questo ambiente porta alla formazione di bei artifatti geologici, da crateri semi sommersi, a caverne create dalla lava, a catene montuose che sembrano la lama di un coltello…
Il vulcano non e’ pericoloso di per se. La lava e’ molto fluida, quindi non crea eruzioni violente come il Vesuvio o l’Etna. Certo la direzione della lava non si puo’ predire, ed a volte comincia a viaggiare verso centri abitati. Dato che comunque  si muove molto lentamente, c’e’ comunque molto tempo per avvertire la popolazione ed effettuare evacuazioni se necessario.

Ci sarebbe cosi’ tanto da dire che finirei per scrivere un poema e comunque tralasciare molto. Le Hawaii sono favolose (nel caso non fosse trapelato dal resto del post), ed mi sono reso conto che dalla California dista meno che andare a New York, circa 5 ore di viaggio. Considerando che una volta sono andata a New York per il weekend, magari un giorno andro’ alle Hawaii per il weekend ;-)

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Yes We Can

Novembre 5, 2008 at 1:10 am (Italiano, Storia, wow) (, )

In genere cerco di evitare di essere politico, ma oggi e’ una giornata molto speciale e faro’ un’eccezione.

Oggi e’ il 5 Novembre 2008, 12:40am. Qualche ora fa si sono chiuse le votazioni per le presidenziali negli Stati Uniti ed Obama ne e’ uscito vincitore, con un buon margine.

Sono 4 anni che sono negli USA. Quando arrivai, a Settembre 2004 si era in piena campagna elettorale tra Bush e Kerry. Al tempo non sapevo molto della politica statunitenze e molti europei condividono il mio parere (contrario) nei confronti di Bush. Al tempo non mi sarei mai immaginato che gli americani potessero essere tanto idioti ciechi alla sua politica (basta fare una ricerca di “bush scandals” (e ricordarsi di controllare sempre le fonti) )  da riconfermarlo, inoltre, vivendo a Santa Cruz (citta’ mooolto democratica) non ero veramente esposto alla realta’ americana.

Con mia incredula sorpresa il 2 Novembre 2004 Bush vinse le elezioni. Da quel momento in poi la mia opinione degli Stati Uniti e degli americani e’ precipitata a livelli minimi. Durante questi anni ho imparato molto riguardo la cultura degli USA, della sua diversita’, complessita’ e contraddizioni. Nel frattempo, scandalo dopo scandalo, Bush e’ riuscito sempre a tenersi a galla, nonostante le ripetute menzognie riguardanti diversi episodi; ne volevo menzionare qualcuno, ma mi ci viene la rabbia solo a pensarci e poi ora non mi va di andare a cercare le fonti da mettere come riferimento.

Due anni fa ci furono le midterm elections. Dopo la tristezza provata nel 2004 avevo zero aspettative ed invece con mia grande sorpresa (ed apparentemente con sorpresa di molti) i democratici riconquistano camera E senato (sebbene di pochi voti quest’ultimo). Rivaluto un po’ gli americani (qualcuno ;-) ), pare che alla fine un po’ si rendano conto…

Poi e’ Obama vs Clinton (ed altri). L’afroamericano che nessuno conosce contro una donna estremamente forte, conosciuta e determinata. E’ stato gia’ allora incredibile vedere Obama battere Hillary, considerando le statitistiche iniziali e come i numeri sono poi cambiati.

La cosa che mi ha impressionato di piu’ e’ il fatto che Obama e’ sempre molto intelligente nei suoi argomenti. Non attacca gratuitamente l’avversario e quando lo fa e’ nel contesto di un argomento di interesse nazionale. Sia Clinton prima, che McCain dopo, hanno attaccato personalmente Obama piu’ volte, proprio per la loro incapacita’ di contrastarlo sui veri argomenti caldi che hanno caratterizzato le primarie e le elezioni.

La cosa che piu’ mi ha infastido di McCain: ricorrere a tutto pur di ottenere la poltrona. Non che Obama non la voglia, ma McCain ha puntato molto sull’aspetto personale di Obama mentre Obama e’ sempre rimasto “cool” e riportato le discussioni sui veri problemi che affliggono l’America. Poi il colpo di grazia: Palin. Quando ho saputo la nomina del VP di McCain sono rimasto sorpreso, poi ho pensato “Geniale”. Bhe’, al tempo ancora non si sapeva che, oltre a non essere esperta (interessante che McCain ha sempre contestato quello a Obama e che poi abbia scelto una persona che e’ stata Governatrice per neanche’ due anni), Palin e’ estremamente incompetente, ignorante (nel senso che ignora) e neanche’ molto svelta ad apprendere. La scelta di una donna, dopo che Obama aveva sconfitto Clinton, mi e’ sembrata molto acuta. Chissa’ quante persone l’hanno votata solo per quel motivo? (tante). Palin non ha saputo gestire bene l’attenzione, era una seconda Bush (il quale in questi anni ha almeno imparato ad evitare imbarazzamenti ed incidenti diplomatici, magari tra altri 100 impare anche a fare il presidente).

La scelta di Palin mostra:

  1. cio’ che McCain era disposto a compromettere pur di ottenere la poltrona;
  2. cio’ che McCain pensa dell’americano medio (”adesso ci metto una bella gnocca che parla con un accento e riempie il vuoto lasciato da Clinton e molti abboccheranno”);
  3. il livello di cultura/coinvolgimento dell’americano medio.

Come qualcuno fece notare, se McCain avesse vinto, Palin sarebbe stata “a 73 years-old heartbeat away from becoming president”…. SCARY.

Obama, da parte sua, e’ andato con il poco conosciuto ma molto esperto Biden. Biden non portava pubblicita’, ma semplicemnte quello che mancava ad Obama, esperienza sul campo. Tra parentesi, la sua “inesperienza” e relativa giovane eta’ sono tra i motivo per cui ho un po di fede in lui.

Cio’ nonostante oggi non nutrivo grosse speranze. Le statistiche davano Obama, ma se e’ per questo anche nel 2000 e 2004 le statistiche davano i democratici in vantaggio (di molto meno pero’). Poi, incredibile, verso le 21 la matematica aveva gia’ consacrato il vincitore. Ero in un ristorante. Alcune persone sono rimaste molto toccate dalla vittoria. E’ interessante, in genere vedo gente celebrare una vittoria come raggiungimento di uno scopo. In questo caso nei visi di queste persone c’era eccitazione ma soprattutto speranza in un cambiamento. Non posso immaginare nessuno tra i repubblicani avere la stessa reazione se McCain avesse vinto, semplicemente per il fatto che non era questo il suo vero messaggio. Obama ha toccato il cuore a tante persone qui, sia per il suo carisma che per i suoi messaggi.

Con Obama l’America puo’ voltare pagina. Le cose non cambiano velocemente. Io sono abbastanza cinico poi :-) . Ma gli “eroi” (come piace chiamarli agli americani) arrivano nel momento del bisogno, e sicuramente in questo periodo l’America e’ in bisogno. Dopo l’11 Settembre l’America era in bisogno, Bush non e’ riuscito ad essere all’altezza del compito, abusando per poi distruggere il supporto dei suoi cittadini e del resto del mondo. Oggi, a fine 2008 l’America e’ in bisogno, per via delle guerre, della crisi economica, … mi domando se Obama riuscira’ ad essere all’altezza. Credo che McCain non ne sarebbe stato. In Obama, ho speranza.

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Un momento di orgoglio

Ottobre 26, 2008 at 7:41 pm (Italiano, wow)

La settimana scorsa sono stato promosso. Ora sono Principal Software Engineer.

Principal engineer e’ un titolo piuttosto alto ed il mio boss si e’ congratulato con me dicendo che sono il piu’ giovane principal engineer in termini di eta’ ed anni di lavoro che lui abbia mai conosciuto.

Per me questa promozione e’ stata molto importante per diverse ragioni.

  • mi ha permesso di raggiungere un traguardo personale che mi ero imposto qualche tempo fa;
  • ha dato “ufficiale” riconoscimento ai miei contributi all’azienda;
  • non e’ stata facile da ottenere ed ha richiesto preparazione, determinazione e anche un po’ di testardaggine da parte mia per “convincere” il mio boss;
  • arriva con un aumento di paga ;-)

In questi casi per me e’ anche importante sapere quello che i miei pari e superiori pensano; a volte si perde contesto e ci si sopravvaluta e si finisce per pretendere piu’ di quello che si dovrebbe. Prima di avanzare la richiesta al mio capo avevo parlato con diversi colleghi che hanno molta piu’ esperienza di me, che sanno come lavoro e di cui posso fidarmi (e che non avrebbero alcun problema a dirmi che non sono pronto). Loro hanno detto che si poteva fare :-) .

Ricordo quando fui promosso Senior Software Engineer che uno dei direttori in engineering venne da me e mi disse privatamente “una promozione a lungo dovuta”, mostrando il suo sincero (so che era sincero, conosco il tipo) supporto alla decisione. Questa volta il mio capo si e’ informato sul mio conto presso diversi colleghi che hanno lavorato con me e grandemente contribuito allo sviluppo dell’azienda ed anche in questo caso il loro supporto e’ stato fondamentale a convincerlo a darmi la promozione.

Queste cose fanno piacere. Pensavo di condividere (e mostrare anche un po’ di fierezza ;-) ).

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Overseas FAQ – Domande e Risposte

Luglio 4, 2008 at 10:48 am (Italiano, Overseas) (, , , )

Qualche tempo fa una ragazza che stava facendo domanda per l’overseas a Bologna mi ha mandato un’email con alcune domande riguardanti il bando. Pensavo di ripublicarle, nel caso posssano tornare utili a qualcun’altro.

1-quali sono secondo te le carte vincenti per vincere il bando? La concorrenza è agguerritissima quindi magari c’è qualcosa da sapere! Ovviamente dico a prescindere dalla media e dal voto del Toefl (ma anche sapere quello non guasta)

Se ricordo bene quella fase (ormai sono passati 4 anni!) la prima cosa che viene presa in considerazione sono appunti le varie media (piu’ quella degli esami che quella del toefl, quest’ultimo e’ piu’ un requisito per poter essere ammesso nell’universita’). Un’altra cosa che noi facemmo fu un colloquio con alcuni professori, dove dovevamo spiegare i motivi per cui volevamo andare. Qui ti posso dire: non menzionare la lingua. Nel senso, imparare l’inglese e’ importante ma non dovrebbe essere il motivo principale per cui qualcuno viene qui. Inoltre pensa a quello che potresti fare qui che non sarebbe possibile in italia, a livello di programmi di ricerca, professori/ricercatori, contatti, … tutto quello che ti viene in mente.
Fai i tuoi homework, nel senso che se fai una ricerca su una universita’, sui suoi professori, programmi di ricerca, etc etc e poi utilizzi esempi specifici, fai capire alla persona con cui hai il colloquio che sai quello che vuoi e che ci tieni.

2- nella fortunosa ipotesi in cui si riuscisse a vincere, come funziona dopo? io so che a dicembre escono le graduatorie ed a gennaio si fanno le riunioni per scegliere la sede, ma dopo di ciò quante volyte è necessario presentarsi fisicamente al famoso centro studi della california?
A parte ciò tu consigli di mettere sedi meno inflazionate in modo da avere magari più possibilità?

Quando io feci domanda misi California, Australia e… universita’ dell’Illinois. L’ultima era una scelta di backup (con il dovuto rispetto :-) ), nel caso in cui non riuscissi ad entrare nelle due universita’ alle quali ero interessato. Ti consiglio di fare la stessa cosa, poi se le cose vanno bene ed entri dove vuoi andare meglio cosi’ :-)
non ricordo i dettagli di quello che succede dopo la prima fase. In ogni caso non preoccuparti di questo ora, perche’ tanto te lo diranno a tempo debito (e se necessario).

3-Qualsiasi altra info e cavillo burocratico di cui tu voglia rendermi partecipe è gradito!

La domanda sara’ lunga. Io cominciai ad ottobre ed ottenni gli ultimi documenti a giugno. Non sara’ semplice come l’erasmus, ma da una parte il bello e’ anche questo. L’unica cosa che mi viene in mente al momento (ma sicuramente te lo diranno in futuro) e’ controllare la scadenza del passaporto ed il tipo di passaporto (per quanto riguarda gli USA deve essere quello elettronico, che e’ quello che fanno da qualche anno a questa parte, non penso avrai problemi a meno che il tuo passaporto non e’ molto vecchio).

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Lavorare o Studiare negli USA

Giugno 29, 2008 at 4:30 pm (Italiano, USA: immigrazione) (, , , , , )

Visto che piu’ di una persona mi ha chiesto cosa e’ necessario per lavorare o studiare negli Stati Uniti, ho deciso di scrivere qualcosa a proposito.

Innanzitutto voglio andare con un piccolo disclaimer: io non sono ne’ un avvocato ne’ un esperto sul tema. Quello che scrivo qui arriva dalla mia esperienza diretta e qualche altra informazione che ho raccolto in giro. Inoltre, leggi e regolazioni possono cambiare e queste informazioni potrebbero essere out-of-date. Se non capisci cosa “out-of-date” significa ti consiglierei di fare un corso di lingua ;-)

Italiani possono venire negli Stati Uniti come turisti (o per business, ma questo non significa per cercare lavoro) senza un visto, se soddisfano certi requisiti (passaporto biometrico, …). Questo programma e’ chiamato Visa Waiver Program. Il visto vale per 90 giorni ed ha alcune restrizioni minori, ma per il resto e’ piuttosto comodo. Questo visto non ti permette di studiare o lavorare negli USA, e’ inteso solamente per facilitare la vita ai turisti.

Per studiare o lavorare negli USA e’ invece fare domanda per un visto appropriato. Quelli di cui sono a conoscenza io sono (i link puntano ad un sito che da qualche informazione senza scendere troppo nel dettaglio legislativo):

  • F1: visto da studente
  • J1: visto da partecipante ad un programma di scambio
  • H1: visto da lavoratore

Per fare domanda per un visto del genere non si puo’ venire negli Stati Uniti e dire: “voglio cercare lavoro/universita’”. Questo e’ il modo piu’ facile per venire rispediti a casa.

Per quanto riguarda l’F1 e l’H1 e’ necessario che un’istituzione americana (universita’ nel primo caso, ditta nel secondo) faccia domanda di sponsorizzazione. In pratica l’istituzione chiede al governo degli USA il permesso di averti. Ripeto, la richiesta parte dall’istituzione, non puo’ partire da un individuo.

Per quanto riguarda la scuola, in genere esse permettono a studenti internazionali meritevoli di fare domanda (dal proprio sito). Se si viene accettati l’universita’ fara’ poi domanda. A tal proposito non ho altre informazioni perche’ per me le cose sono andate un po’ diversamente. Un’ottima fonte di informazioni in questo caso potrebbe essere un professore o un ricercatore nell’universita’ che fosse di origine italiana… in genere quelli all’estero sono piuttosto disponibili ad aiutare.

Per lavorare, il problema e’ come faccio ad avere una ditta che mi sponsorizza un visto da lavoratore? La risposta e’: non so, non e’ facile.

La cosa che consiglierei e’ partecipare a programmi di scambio. Un esempio e’ Fulbright. Un’altra cosa che mi viene in mente e’ appoggiarsi a certi club che organizzano questo tipo di scambio, ad esempio il Rotary.

E’ possibile trovare un lavoro sottobanco negli USA? Personalmente non ho avuto esperienza diretta (io o persone che conosco), ma so che qui in California ci sono molti messicani che lavorano illegalmente. Ovviamente non si tratta di lavori di alto calibro, probabilmente si limitano campo della manodopera (muratore, lavoratore nei campi, …) o ricreativo (cameriere, barista, …). Mi domando quanti camerieri italiani che lavorano in ristoranti italiani vivono qui legalmente :-) (non ho mai chiesto).

Stare qui illegalmente puo’ costare parecchio. Non so i dettagli a livello di soldi o magari anche prigione (anche se penso deportazione e’ piu’ probabile), pero’ quello che so di certo e’ che si finisce in una “lista nera” per cui non e’ possibile fare domanda per un visto negli USA per diversi anni (mi pare tra i 5 e 10, a seconda della gravita’ e recidivita’, ma ripeto, non sono sicuro).

Per il momento penso possa bastare. Come ricevo domande via email o commenti sul blog cerchero’ di scrivere piu’ post a riguardo.

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Alcatraz

Giugno 28, 2008 at 2:13 pm (Italiano, trips) (, , )

Ieri sono andato ad alcatraz, per la prima volta da quando sono negli States.

La mancanza di grandi aspettative e la lista di attesa (bisogna prenotare con largo anticipo) sono state sufficienti a frenare la curiosita’ di visitare “The Rock” (come viene anche chiamata).

Ieri invece sono stato invitato da una mia amica ed ho colto l’opportunita’. Innanzitutto il tempismo con cui siamo riusciti a non perdere il traghetto e’ stato incredibile. Pareva una scena da film: partiamo in ritardo, andiamo sulla 280 perche’, sebbene piu’ lunga, piu’ scorrevole della 101 (leggi: dovevo recuperare il tempo perso). Arriviamo a San Francisco e, proprio quando pensavamo di essere arrivati comodi comodi per la partenza, scopriamo che il traghetto parte alle 18.50, ma l’imbarcamento finisce alle 18.40… 10 minuti importantissimi, considerando che ora sono le 18.30 e stiamo ancora cercando parchiggio. Finalmente vedo un parcheggio a pagamento; ci separiamo: lei va a prendere i biglietti, io mi occupo del parcheggio. Prima che lei comincia a correre verso il molo le ricordo: “Non partire senza di me!”.
Finito con il parcheggio comincio a correre verso il molo numero 33 da dove il traghetto sarebbe partito… in teoria non troppo lontano, considerando che ho parcheggiato al molo 27 ed i moli hanno solo numeri dispari (quindi solo 3 moli di distanza), ma non avevo considerato due cose:

  • i moli sono molto lunghi :-)
  • esiste un molo numero 29.5 (?!?!)

Comunque alla fine arrivo a destinazione, biglietti pronti, proprio mentre durante l’imbarcamento. 5 minuti dopo si parte. Tempismo perfetto.

Ma la sorpresa piu’ grande della serata doveva ancora arrivare. Gia’ mentre ci avviciniamo all’isola le prime storie riguardanti la storia del penitenziario (ora parco nazionale) cominciano a suscitare curiosita’. Una volta sbarcati le mie aspettative sono gia’ state superate, e siamo solo all’inizio.

In totale abbiamo visitato alcatraz fino alle 21.25. Quello che abbiamo fatto e’ il night tour, decisamente molto suggestivo. La nebbia che tagliava i grattacieli di San Francisco, l’audio tour (che mi ha piacevolmente sorpreso) e le sessioni durante le quali si approfondivano certi argomenti (ad esempio prigionieri famosi, tentate evasioni, …) hanno contribuito a rendere la serata un’ottima esperienza.

Tornati a San Francisco avrei voluto spendere piu’ tempo sull’isola… magari la prossima volta! Sicuramente raccomando il tour ed ho aggiunto Alcatraz alla lista di cose da mostrare quando qualcuno viene a trovarmi.

Temevo di finire in una di quelle trappole da turista all’americana, ma mi sbagliavo e sono rimasto molto impressionato. The Rock rocks.

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I miei punti forti

Giugno 9, 2008 at 9:37 pm (Uncategorized)

Qualche giorno fa ho fatto un test che ha lo scopo di scoprire quali sono i tuoi punti forti.

L’idea e’ piuttosto interessante: facendo domande specifiche (ma non necessariamente pertinenti cio’ che si vuole dedurre) si traccia un profilo psicologico della persona e se ne estraggono i suoi principali punti forti (e deboli, ma quello non mi fa parte del risultato :-) ). Per quale motivo conoscere i propri punti forti? Secondo il libro (chiamato Strength Finder 2.0), e’ molto piu’ efficiente lavorare sui propri punti forti (e diventare uno specialista) piuttosto che cercare di colmare le proprie lacune.

Personalmente non sono molto d’accordo con questo approccio, anche se riconosco che e’ molto piu’ facile migliorarsi in qualcosa a cui si portati piuttosto che sforzarsi in un campo (abilita’) che non ci e’ naturali. L’esempio che il libro da’ riguarda gli sport: se una persona non e’ portata fisicamente per un certo tipo di sport, sebbene possa ottenere buoni risultati in quello sport, con lo stesso investimento in tempo potrebbe ottenerne degli ottimi in un altro per quale sia portato.

Il motivo per cui ho trovato molto interessante questo test e’ capire per quale motivo sono migliore nell’eseguire certi compiti piuttosto che altri. Infine queste informazioni possono essere utili quando si costruisce una squadra, in quanto alcune di queste “abilita’” si bilanciano a vicenda (ad esempio una di esse e’ l’”activator”, persona molto intrarprendente che pensa poco al problema prima di iniziare a lavorarci, mentre un’altra e’ “analytical”, persona meno intrarprendente che spende parecchio tempo a considerare i diversi aspetti di un problema prima di affrontarlo).

Tornando ai miei punti forti, eccoli qui:

  1. Learner
    Ami imparare. Sarai sempre attratto dal processo di apprendimento. Sei elettrizato dallo stabile e continuo viaggio dall’ignoranza alla competenza. Ti permette di prosperare in ambienti di lavoro dinamici dove ti e’ richiesto di lavorare su un breve progetto dove ci si aspetta di imparare molto su un nuovo argomento per poi andare avanti. Il risultato dell’apprendimo e’ meno importate del “arrivarci”
  2. Individualization
    Il tuo tema di “individualization” ti porta ad essere attratto dalle qualita’ uniche di ogni persona. Sei impaziente con generalizazzioni di tipi perche’ non vuoi oscarare cosa e’ speciale e distinto in ogni persona. Invece, ti focalizzi sulle differenze tra le persone.Dato che sei un attento osservatore di altre persone e dei loro punti di forza, puoi ottenere il meglio da loro. Questo tema ti aiuta a costruire buone squadre.
  3. Adaptability
    Tu vivi il momento. Non vedi il futuro come una destinazione fissa. Invece, lo vedi come un posto che puoi creare dalle scelte che fai ora. Quindi scopri il tuo futuro una scelta alla volta. Cio’ non significa che non hai piani. Probabilmente li hai.Pero’ questo tema ti permette di respondere alle richieste del momento anche se si discostano dai tuoi piani.
  4. Analytical
    Il tuo tema “analytical” sfida altre persone: “provalo, mostrami perche’ pensi cio’ sia vero”. Di fronte a queste domande vedrai teorie fiorire o morire. Per te, questo e’ esattamente il punto. Non vuoi distruggere le idee di altre persone, ma vuoi che siano robuste. Ti vedi oggettivo e disimpassionato. Ti piacciono i dati perche’ sono obiettivi. Utilizzi questi dati per trovare connessioni e patterns. Rimuovi i vari strati finche’, alla fine, la causa principale e’ svelata. Gli altri ti vedono come logico e rigoroso.
  5. Restorative
    Ti piace risolvere problemi. Ti piace la sfida di analizzare i sintomi, identificare cosa e’ sbagliato e trovare la soluzione.

Personalmente mi vedo in questi punti. Per questo motivo ho poi letto la descrizione degli altri temi che non sono rientrati nella top 5, giusto per vedere se questo test era una sorta di oroscopo (dove tutti i temi sono simili ed e’ abbastanza generico da far rientrare tutti nella descrizione) o no. Ho scoperto che, sebbene alcuni dei temi che ritengo mi appartengano sono presenti (diciamo che non sono parte della mia top 5) ho anche visto parecchi temi che sicuramente non sono parte della mia personalita’. Considerando poi che effettivamente la mia top 5 mi descrive piuttosto bene, devo dire che sono rimasto positivamente impressionato dal test.

Se mi conosci lasciami un commento e fammi sapere cosa pensi, mi farebbe piacere.

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Salute vendesi.

Aprile 26, 2008 at 8:39 am (Uncategorized)

Visto i commenti che ho ricevuto sull’ultimo post, vorrei ritornare sull’argomento. Quello che e’ accaduto con il fisioterapista e’ solo un esempio di quello che si puo’ riconoscere come un elemento culturare degli USA.

Qualche settimana fa mi sono tagliato mentre mi stavo facendo la barba. Il taglio si stava infettando, quindi sono andato in farmacia a compare qualcosa per prendermi cura della ferita.

Ho visto una scatola di antibiotici leggeri che si poteva comprare senza ricetta. Sull’etichetta si leggeva: Every Cut, Every Time (Per ogni taglio, ogni volta). Per quale motivo qualcosa del genere mi ha infastidito cosi’ tanto? Quando ero bambino io ti tagli, abrasioni, etc etc, ne ho avuti tanti e poi come!! Quando mi facevo male, andavo a casa, disinfettante ed in casi estremi acqua ossigenata. Questo basta per la maggior parte dei casi.

Allora per quale motivo promuovere la cultura di utilizzare l’antibiotico in ogni circostanza? Per ogni taglio, ogni volta? Sappiamo che l’abuso di antibiotici e’ controproducente perche’ i batteri evolvono e diventano resistenti a quei farmaci. Chi trae vantaggio da una cultura del genere? Chi ne e’ succube nella propria ignoranza? Chi dovrebbe intervenire?

Altro esempio: era un anno e mezzo fa (wow) che andavo parecchio in questo ristorante italiano a Santa Cruz. Un giorno vedo che la cameriera aveva il tutore per il polso. Ok, nulla di particolare, anche io ho avuto qualcosa del genere in passato dopo che me lo ero fratturato (non scherzavo due paragrafi fa quando dicevo che da piccolo mi sono dato da fare per tenere i miei preoccupati :-) ). Dopo qualche settimana, torno al ristorante; la cameriera ha ancora il tutore. A questo punto le chiedo cosa avesse al polso e lei mi rispose che non lo sapeva. Alla successiva, ovvia, domanda “ma l’hai fatto vedere da un dottore?” lei mi ha risposto “non ho l’assicurazione sanitaria”.

Altro esempio: quando ero uno studente a Santa Cruz, un giorno ho avuto una reazione allergica a qualcosa, probabilmente il detergente che avevo utilizzato per lavari i miei panni. Ora, lasciando perdere i particolari pietosi di uno sfogo che era esattamente la forma delle mie mutande e che mi era venuto mentre ero fuori per il weekend a Yosemite durante un campeggio, pensiamo a quello che successe nei giorni seguenti. Tornai a casa e andai al centro medico sul campus universitario, dove mi diedero una pomata. A quanto pare la cosa non stava funzionando perche’ la reazione allergica si stava espandendo. Tornato al centro medico, mi danno delle pasticche (parecchio potenti) per curarmi. Ha funzionato, ma la prima cosa che ho pensato subito dopo l’evento e’ quanto tempo aspetterebbe una persona prima di andare da un dottore senza avere assicurazione medica? In fondo, anche chi ce l’ha procrastina… immagina se in piu’ ci si mette il deterrente economico.

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Viaggio a canyonland – Part IV (Back to Vegas)

Marzo 29, 2008 at 8:02 pm (Italiano, trips) (, , )

Dopo il Grand Canyon abbiamo deciso di fare un “piccolo” detour ed andare verso Sedona, AZ.

Avevo sentito parlare molto di questa citta’ sia da amici miei, che da persone che ho conosciuto quando andai a Phoenix qualche tempo fa. La citta’ e’ molto bella e, sostituendo il colore grigio al rosso delle rocce che la circondano, si potrebbe pensare di stare in qualche bel paesino nelle dolomiti. La citta’ e’ anche parecchio caratteristica, con bei ristoranti, cafe’ e decorata con statue in tema indiano, far west e fiabesco (?).

Apparentemente ora la trappola da turista che piu’ ci va in zona e’ la multiproprieta’. Mentre cercavamo un hotel, un tipo voleva darci una camera ad un prezzo stracciato se il giorno dopo avessimo seguito un seminario riguardante le multiproprieta’. Un altro episodio e’ accaduto il giorno dopo quando, mentre eravamo in un “museo” del cinema (dove mostravano foto e artifatti di pellicole che erano state girate nella zona), l’adetta ha cercato di convincermi a stare un’altra notte in un resort del luogo (in realta’ una multiproprieta’ ho poi scoperto). Per essere una persona che lavora in un museo ci sapeva fare come venditrice, pareva di stare in un concessionario d’auto: mi parlava dei vantaggi di questa opzione (senza mai menzionare il fatto che si trattava di multiproprieta’, finche’ io non le ho fatto la domanda direttamente), con il fare da locale che vuole dare la dritta al turista sperduto che stava perdendo una grossa opportunita’. Pauroso.

Ora ho cinque multiproprieta’ e dodici mutui da coprire… :-)

Tornati a Las Vegas siamo andati a vedere lo show di Lance Burton. In genere non sono un grandissimo appazzionato di maghi, ma visto che ultimamente avevo visto il film The Prestige mi sentivo in vena :-) . In realta’ saremmo voluti andare a vedere il Cirque du Soleil, ma gli spettacoli che ci interessavano di piu’ (O e Mystere) erano pieni. :-( Ad ogni modo, anche vedere il prestigiatore e’ stato divertente, ma devo dire che la parte che mi e’  piaciuta di piu’ dello show era quella dove un secondo prestigiatore/comico mi ha fatto crepare dalle risate! Purtroppo cercare di raccontare i suoi numeri non sarebbe divertente, pero’ fidatevi…

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